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Accordo di collaborazione tra Catas e Slow Food Friuli Venezia Giulia per salvaguardare e valorizzare le produzioni alimentari tipiche a rischio

Febbraio 2012: siglato un protocollo d’intesa tra l’Istituto Catas di San Giovanni al Natisone e Slow Food Friuli Venezia Giulia. Obiettivo: salvaguardare e valorizzare le produzioni alimentari tipiche a rischio di estinzione attraverso specifiche attività di prove e analisi ma anche di sviluppo e formazione. Partendo da questi presupposti, la collaborazione dei presidi Slow Food del Friuli Venezia Giulia con l’Istituto Catas, nasce proprio con l’intento di ottimizzare la richiesta e l’espletamento di attività specifiche di consulenza, ricerca, sperimentazione, certificazione e formazione nelle tematiche di interesse degli associati Slow Food, quali la sicurezza alimentare, le indagini di carattere chimico, biochimico e biologico, e le indagini ambientali indoor e outdoor. Sei i Presidi Slow Food interessati: Radìc di mont, Aglio di Resia, Pitìna, Formadi Frant, Pestat di Magagna, Pan di sorc. “Con l’avvio di queste specifiche attività – ha affermato l’amministratore delegato del Catas Angelo Speranza –  si contribuisce a sviluppare una produzione agricola alimentare di qualità basata su criteri di sostenibilità ambientale ed energetica difendendo, al contempo, la biodiversità e i saperi tradizionali”. Il Catas rappresenta un polo di eccellenza per la ricerca e l’analisi nel settore agro-alimentare, ed è inserito nell’elenco ufficiale dei laboratori di analisi autorizzati a svolgere controlli analitici per conto di aziende che producono e commercializzano alimenti e bevande disciplinati dal Regolamento dell’Unione Europea 852/2004 e 853/2004.  E’ inoltre inserito nell’elenco ufficiale dei laboratori di analisi autorizzati a svolgere controlli analitici per conto di aziende che producono e commercializzano alimenti e bevande relativamente a prodotti a base di latte (D.P.R. 54/97), prodotti a base di carne (537/92), carni fresche (286/94), carni macinate e preparazioni a base di carne (D.P.R. 309/98) e ancora, prodotti a base di uovo (65 /93), prodotti della pesca (531/92) e altri generi alimentari. Tra le diverse attività di consulenza l’Istituto effettua anche la valutazione della correttezza delle etichette alimentari o, in caso, la definizione ex novo delle stesse. L’attività del Catas si incentrata anche su un ampio programma formativo che prevede corsi, seminari, workshop di base e “su misura”. In questo senso è già in programma un corso di formazione in novità di tema di etichettatura dei prodotti alimentari che si terrà il prossimo 24 febbraio dalle 14 alle 18 nella sede dell’Istituto a San Giovanni al Natisone.

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