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Gennaio 2016: fin che morti non vi separi……. Ovvero il Catering di Bella Impresa Friulana (PN)

Il matrimonio: cosa è cambiato nell’organizzare e nel vivere il giorno che rappresenta uno dei passaggi più importanti di vita per la maggior parte delle persone? Ne parliamo con Walter Rossi, titolare di Le Troi Chef Catering di Pordenone, che attraverso il suo lavoro si confronta quotidianamente con coppie decise a fare il “grande passo”.

Walter, quali erano i percorsi di un tempo e come si arriva invece oggi al matrimonio?

In passato il matrimonio era pensato, programmato e preparato in tempi molto lunghi; normalmente aveva luogo a distanza di due-tre anni dalla consegna dell’anello di fidanzamento. I promessi sposi dovevano infatti accantonare le risorse necessarie per poter “ metter su casa e famiglia” ed il matrimonio costituiva per loro un vero e proprio cambiamento di vita. Oggi buona parte delle coppie che si avvicina al matrimonio già convive. La decisione di sposarsi nasce quindi dal desiderio di consolidare e valorizzare una situazione di fatto già esistente.

Quali sono gli aspetti positivi e negativi di questo cambiamento?

Non avendo l’occasione di conoscersi veramente a fondo, perché la frequentazione dei futuri sposi era limitata e talvolta anche controllata da familiari, una volta era più facile sognare ed idealizzare il matrimonio. Come diceva lo scrittore Niccolò Tommaseo (1802-1874) il matrimonio era come la morte, pochi ci arrivavano preparati. Oggi la convivenza consente all’uno di scoprire non solo i pregi, ma anche quelli che possono essere percepiti come difetti dell’altro. Il matrimonio ha quindi perso un po’ del suo fascino, ma le persone che lo intraprendono sono più pronte e consapevoli di ciò che comporta la loro scelta. E’ però consuetudine della sposa ritornare a dormire nella casa dei genitori la notte prima delle nozze e questo fa comunque vivere alla sposa ed alla sua famiglia l’emozione del passaggio ad una nuova vita.

A chi si rivolgevano e rivolgono oggi gli sposi per trovare supporto ed informazioni per l’organizzazione del loro matrimonio?

In passato i familiari erano parte attiva e determinante. Ad esempio i genitori, solitamente della sposa, pagavano il pranzo di nozze e la nonna apriva la musigna, cioè il salvadanaio, per la dote della nipote. Il matrimonio era dal punto di vista sociale un evento importante e la famiglia voleva fare bella figura di fronte a parenti e compaesani. Per questo condizionava le scelte anche in merito agli inviti che talvolta estendeva per proprio conto a persone al di fuori di quelle individuate dagli sposi. Un matrimonio con tanti invitati aveva poi lo scopo di ostentare una buona disponibilità economica.

Oggi, con l’avvento di Internet, gli sposi raccolgono informazioni su siti e blog specializzati ed hanno le idee ben chiare su cosa desiderano e vogliono fare . La famiglia è quindi pressoché ininfluente e spesso la coppia decide di separare il momento di festa con i parenti da quello con gli amici.

Intrattenimento musicale e foto ricordo di ieri e di oggi.

In passato c’erano i musicisti, oggi c’è il dj. Le foto ricordo erano rigide, composte, costruite. Oggi si cerca la naturalezza, il fotografo deve cogliere attimi e particolari che danno luce e vita alla festa.

Ed il pranzo di nozze com’è cambiato?

Una volta ci si sedeva all’ora di pranzo al ristorante e ci si alzava dopo cena. Il valore del matrimonio era dato anche dalla durata del pranzo e dal numero delle portate. In tempi in cui non c’era abbondanza di cibo, l’evento era atteso come un’occasione per rimpinzarsi e per mangiare pietanze che normalmente a casa non ci si poteva permettere. Spesso il menù era studiato proprio con l’obiettivo di riempire il più possibile i piatti e, di conseguenza, le pance. La gente stava a tavola ore ed ore a mangiare, chiacchierare e fumare. Nei miei ricordi ci sono proprio grandi nuvole di fumo che riempivano le stanze ed avvolgevano le persone.

Oggi è tutto più dinamico e nella stesura del menù oltre a qualità ed originalità dei piatti si deve tener conto da subito di eventuali intolleranze e del cambiamento delle abitudini alimentari come, ad esempio, il passaggio da parte di molte persone ad una dieta vegetariana o vegana.

In molti casi non sono però cambiate le aspettative di genitori e nonni che ancora identificano nell’abbondanza di cibo la condizione indispensabile per fare bella figura con gli ospiti. La frase più ricorrente è: Fiòi me racomando, che dopo non demo a magnàr na piza! (Figlioli, mi raccomando che dopo non si vada a mangiare una pizza!).

A conclusione di un matrimonio voluto dagli sposi in forma picnic, una nonna mi si è avvicinata e mi ha chiesto: Siór, ma ades quand elo che se magna? (Signore, ma adesso quand’è che si mangia?)

Da un lato ci sono quindi i giovani con nuove richieste dettate da un mondo che corre e che fa modificare velocemente le abitudini. Dall’altro c’è invece la vecchia generazione ancorata alla tradizione ed ai valori del passato e che in molti casi non riesce ad accettare ed a comprendere il cambiamento. Ricordo il disappunto di una anziana ristoratrice, quando al servizio di una spuma di pesce in formato finger food si rivolse alla nipote dicendole “Vàrda nina, i ne dà al gelato ancora prima de magnàr! (Guarda bambina, ci danno il gelato ancora prima di mangiare!)

Dalla cucina tradizionale, alla nouvelle cousine, alla riscoperta dei prodotti del territorio: il menù di nozze ha rispecchiato nel tempo le tendenze del momento. Che ruolo possono avere ai nostri giorni in un pranzo nuziale le specialità di Bella Impresa Friulana, la rete d’impresa di cui fai parte con la tua azienda?

Oggi è molto facile trovare fra gli invitati persone di altri paesi e culture e di solito gli sposi sono orgogliosi di far loro provare e gustare i sapori locali perché il cibo è ancora un elemento forte di identificazione e caratterizzazione di un determinato territorio. I prodotti della rete possono quindi essere strategici per incuriosire e stupire al palato soprattutto gli ospiti che non hanno ancora avuto modo di conoscerli. In parole povere, possono veramente fare la differenza!     www.bellaimpresafriulana.it

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